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  <updated>2010-02-21T20:27:29Z</updated>

    
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        <title type="html"><![CDATA[Destino bastardo]]></title>
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          <![CDATA[
		   Un anno e mezzo fa, quando la mia ditta comunicò che avrebbe chiuso la sede qui,<br>e l'avrebbe aperta in provincia di Milano, io mi opposi,<br>dissi NO, assolutamente.<br>Qualcuno di voi, <em>e non lo dimenticherò mai</em>, disse provaci,<br>che ne sai che la tua vita non possa cambiare,<br>che Milano non possa essere una svolta nel tuo futuro.<br>Io seguii l'istinto del momento, l'equilibrio del momento,<br>e quell'equilibrio mi diceva che dovevo restare qui, a casa.<br><br>
<p>- Un anno dopo, <strong><font size=5>tu</font></strong>, hai deciso la tua sede di trasferimento.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Avresti potuto scegliere Novara, Luino, Domodossola,<br>Como, Gallarate, e invece hai scelto: Milano.<br>- Avresti potuto affittare casa in qualsiasi zona della Brianza,<br>&nbsp;tra tutti i paesi disponibili, e invece&nbsp;quando ti ho chiesto dove l'avessi trovata,<br>mi hai risposto: "Lissone", <br>dove lo studio radiologico per cui lavoro adesso ha una sede, <br>e dove le mie colleghe mi incitano a chiedere trasferimento.<br>Facile, se solo tu mi volessi.<br>- Un anno fa, quando ero ancora fidanzata, una notte sognai di essere incinta,<br>aspettavo un maschio, l'avrei chiamato Lorenzo.<br>Qualche settimana fa ti ho chiesto, ingenuamente, come chiameresti tuo figlio,<br>se fosse maschio, e&nbsp;tu hai risposto: "Lorenzo".<br><br>Mi manchi, vorrei tanto potertelo dire, poterti raccontare come sanguina il mio cuore,<br>ma adesso, meno che mai, hai spazio per me.<br><br></p>
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        <published>2010-02-21T20:12:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Una pioggia di baci]]></title>
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          <![CDATA[
		   Ti mando una pioggia di baci, come quelli&nbsp;che ti ho dato spesse volte&nbsp;a tradimento, sul tuo divano, perchè sei stanco, perchè il cambiamento ti fa paura. Perchè nessuno te ne ha mai dati tanti, evidentemente, ed è per questo che sei diventato così.<br>Ti amo, mi mancherai da morire.
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        <published>2009-12-11T22:04:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[d'amore si muore]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  Oggi mi ricordi che d'amore si muore, e io sto morendo.
				]]>
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        <published>2009-11-26T00:47:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[tutto e niente]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <img style="WIDTH: 273px; HEIGHT: 301px" alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/45088/x1piuxx1vymtquzsmv6jld4mww6nz9.jpg" width=428 height=468><br>&nbsp;<br><br>Guardo le mie mani, quelle che negli ultimi mesi ti hanno tanto accarezzato, e mi dico guarda che mani, sembrano quelle di una vecchia. Quelle di una donna che ha passato inverni freddi e ha scavato a lungo nella sabbia d'estate, mani di una donna che vorrebbe poterti tenere qui, per sempre. Che vorrebbe poter credere che davvero non te ne andrai, via, lontano da questa città e da me. <br>Mi dico cara Serena, ma a chi la vuoi raccontare? <br><br><br><strong>Stasera</strong>.<br>Stasera che tu hai chiesto: "<em>vieni qui</em>" ed io ti ho risposto: "<em>no, magari domani</em>" e non sai quanto mi è costato dirtelo quel no: brividi lungo la schiena, ansia, frenesia. Come una crisi d'astinenza, perchè tu ormai questo sei per me. Ma, adesso, dopo questi 3 anni di analisi, adesso che sono un'altra donna, adesso finalmente so riconoscere i sintomi e controllarli. Ho perso una serata con te, è vero, e nessuno me la renderà, soprattutto quando sarai andato, ma per una volta ho scelto me, per una volta ho saputo dire NO.<br><br><br><strong>Oggi</strong>.<br>Oggi che come al solito mi hai fatto sentire che non valgo niente, che le tue sono tutte parole, oggi che mi sono sentita umiliata. Oggi che ho sentito l'inutilità di questa storia, che ho visto due persone che non hanno un rapporto che somigli anche solo vagamente al nostro, fare un passo avanti, mentre tu stavi a guardare, e io sono andata via sbattendo la porta, esasperata. Oggi che come al solito hai pensato solo a te stesso. <br><br><br><u><strong>Lei.<br></strong>Lei </u>che mi lascia parlare per ore, e poi mi dice: <em>"Quando mi parli di lui io non ti sento mai felice, parli di qualche emozione bella che ti fa provare, ma poi per il resto solo tanto dolore</em>".<br>Ed io che mi chiedo chissà, se ho fatto la scelta giusta, la prima volta che ho guidato fino a casa tua. E poi rido di me stessa, rido tanto, mi dico povera cretina, certo che è stata la scelta giusta. <font size=3>Tu ami quest'uomo, l'hai amato la prima volta che l'hai visto, tre anni fa</font>. Era tutto scritto, hai fatto tanta strada, in tutto questo tempo, solo&nbsp;per ritrovarti sotto quella casa, nella sua cucina, tra le sue cose, tra le sue braccia, smettila di raccontarti un sacco di storie. L'hai voluto e te lo sei preso, adesso basta nascondere la testa sotto la sabbia.<br><br><br><strong>Lui</strong>.<br>Lui che ha 94 anni e, non si piega. <br>Ed io che penso a quel 10 giugno del 2000 in cui, sul balcone della "nostra" casa in Toscana gli sono andata vicina e ho detto "<em>Simone è morto</em>" e per la prima volta l'ho sentito padre, prima che nonno. Lui che una decina d'anni fa, a tavola, mi ha&nbsp;guardata negli occhi e ha detto: "<em>Nei tuoi occhi vedo il mondo</em>" e "<em>questa notte ho sognato che scoppiava di nuovo la guerra, io ti prendevo sulle spalle e correvamo via</em>"; lui che mi ripete sempre "<em>ti ricordi come stavamo bene in Toscana, io e te</em>", lui che l'altra notte è venuto da me in sogno e mi ha abbracciata; lui che presto se ne andrà ed io non riesco a togliermi dalla testa questo pensiero e piango, piango perchè mi mancherà così tanto, perchè nessun'altro uomo mi amerà così, perchè ci sono ancora tante cose che non gli ho detto e perchè nessuno mi conosce così bene, nessuno mi ha mai capito così.<br><br><br><strong>Io</strong>.<br>Io che ho 28 anni e non credo quasi più in niente. <br>Nell'amore, nella fiducia, nella felicità. <br>Io che cerco di combattere contro lo stress e patisco il cielo di questa città grigia, io che amo e amo e amo e prendo sempre delle grandi capocciate. <br>Io che dentro sono piena di risate, ma non riesco a tirarle fuori.<br>Io che sono questo tatuaggio sull'avambraccio, fatto per ricordarmi chi sono.<br>Io che sono questo pearcing sul naso, fatto per ricordarmi da dove vengo.<br>Io che sono questo pearcing sulla cartilagine dell'orecchio, fatto per ricordarmi che sono viva.<br>Io che guido una panda gialla.<br>Io che porto le All star rosa.<br>Io che ho un pezzo di cuore a Napoli, uno in Toscana, uno qui, e comunque non mi sento a casa da nessuna parte.<br>Io che incrocio almeno un treno al giorno sulla mia strada, e mi dico: "<em>cogli il segno, fai&nbsp;le tue domande e vedrai che qualcosa accadrà, la vita ti risponderà".<br></em><br><br>Io che sono così silenziosa e così complicata ma che sono io e tu, caro Massimiliano, se vuoi mi prendi così, altrimenti schiaccia il tuo reset e non pensiamoci più.<br>
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        <published>2009-11-20T21:49:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[A volte penso di tornare]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p style="text-align: center"><img alt="" width="274" height="320" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/45088/128byherz19hu.jpg" /></p>
<p style="text-align: justify">A volte penso di tornare. A volte questo spazio mi manca, a volte vorrei cancellare questi mesi e tornare indietro di corsa, senza voltarmi, riprendermi le mie scarpe vecchie. Ma quando certe emozioni, certe persone, arrivano a scombussolarti la vita, non &egrave; che puoi fare finta di niente. E allora abbassi la testa e vai avanti, a muso duro, dici accetter&ograve; tutto quello che verr&agrave;. Io ho accettato l'amore, la passione, il turbine, il temporale estivo e la pioggia autunnale. Ho accettato di vedere cadere le foglie, di calpestare quel manto giallo sotto casa, ho accettato di diventare una puttana nelle sue mani, di vendere la mia anima a lui, anzich&egrave; al diavolo. Adesso pago le conseguenze, di questi capelli che cadono e della pelle del mio viso rovinata. Mi sforzo di fingere che vada tutto bene, che sia tutto piacevole, che io non stia morendo di dolore per quest'uomo perch&egrave; forse davvero non sto morendo, ma sto soffrendo, questo si. Soffro della sua ambiguit&agrave;, del sorriso che mi toglie, della tachicardia che mi fa venire.<span style="font-size: small"> Eppure lo amo</span>, e tra le sue mani mi sento nascere e morire molteplici volte. Lo amo perch&egrave; muove i fili sopra alla mia testa come se fossi un burattino tra le sue mani. Bevo il suo sorriso come fosse l'unico al mondo, e quando mi guarda ed entro in quegli occhi vedo davvero la mia casa, il mio passato, la mia terra. Quando parla, quando ride, quando fa le sue smorfie io penso che non potrebbe esserci amore pi&ugrave; bello. Ma non so accettare che tra quelle stesse mani che mi creano e distruggono passino molte altre&nbsp;donne, che io non abbia alcun ruolo nella sua vita, che lui me ne tagli fuori in questo modo, che lui attribuisca alla futura partenza tutte le sue fottute reticenze. Sono bugie, lo sappiamo entrambi. Bugie che racconta per farmi sentire meno lo schifo, forse. Perch&egrave; non sa che l'amerei comunque. Perch&egrave;, come ha detto lui sabato sera, io sono una che&nbsp;&egrave; abituata a dare pi&ugrave; che a ricevere. Parla di un ipotetico futuro come se non lo sapesse che non ci crede nessuno, che io non ci credo. Forse ha ragione lui, forse quando se ne sar&agrave; andato l'unico tasto da schiacciare sar&agrave; quello del reset. Ma io quel tasto non lo trovo, non so dove sia. Lui &egrave; l'uomo, lui &egrave; quello che lo trover&agrave; di sicuro, che l'ha gi&agrave; trovato. Lui &egrave; quello che si organizza le giornate senza di me, che non mi cerca, che quando siamo insieme non prova alcun desiderio di stringermi, di prendermi anche solo per mano. Lui &egrave; quello che <span style="font-size: small">mi fa sentire una donna a met&agrave;</span>, una donna che questo amore non se lo merita, che <em>l'amore</em> non se lo merita. E allora penso &quot;<em>sei solo un coglione</em>&quot;, ma questo pensiero &egrave; labile, lento, sfuggevole. Ed io mi trovo spesso a terra, china su questo manto umido di foglie, e nemmeno la luce di questo viale illuminato di giallo riesce a rendermi il sorriso. Lui che odia tutto di me, che mi fa diventare piccola e meschina, che distrugge tutto quello che per me &egrave; poesia. Lui che non ha capito niente, lui&nbsp;che tra poco se ne andr&agrave;. &quot;<em>Allora vai</em>, mi dico, <em>schiaccia il tuo reset e non pensarci pi&ugrave;&quot;</em>. Me l'hai gi&agrave; detto che partirai senza voltarti indietro, cosa te ne importa adesso se rester&ograve; qui soffocata dal dolore o se mi risollever&ograve;? Cosa te ne importa delle cose di me che avrei voluto regalarti, pi&ugrave; di quante gi&agrave; non te ne abbia donate, io che mi sono spogliata di tutti i miei vestiti con te, io che&nbsp;ho creduto nei passi fino a casa tua, io che ho creduto nell'amore dentro al tuo letto, nel tuo fiato dentro al mio, io che non credo mai in niente, io che forse non credo neanche in te? Oggi mi hai insegnato che anche l'amore si paga, che niente &egrave; abbastanza, che io sono uno specchio vuoto in cui non riesci a vedere la tua immagine riflessa, e non esiste speranza alcuna per quelli come noi.</p>
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        <published>2009-11-10T18:15:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Uomini]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p><em><strong>Gioved&igrave; sera, fuori dalla piscina.</strong></em></p>
<p><span style="color: #333399"><strong>Istruttore</strong></span>:&nbsp;&quot;Ehi ciao Sotti, che fai questo weekend, vieni alla festa della palestra aperta a tutti?&quot;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000">Sotti</span></strong>: &quot;No, veramente non credo...&quot;</p>
<p><strong><span style="color: #000080">I:</span>&nbsp;</strong>&quot;Ma come no!&quot;</p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>S</strong></span>:&nbsp;&quot;Eh, perdonami...adesso non mi parlerai pi&ugrave;??&quot;</p>
<p><strong><span style="color: #000080">I:</span> </strong>&quot;<span style="font-size: small">No no, io ti parler&ograve; sempre!&nbsp;Mica sono scemo!&quot;</span></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>S:</strong></span>&nbsp;&quot; :-/&nbsp;&quot;</p>
				]]>
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        <published>2009-09-25T20:47:00Z</published>
        <updated>2009-09-25T20:47:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Traslochi]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p>Ho cambiato casa.</p>
<p>Scrivetemi e vi dar&ograve; il mio nuovo indirizzo.</p>
				]]>
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        <published>2009-06-24T21:50:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[E così siamo rimasti zitti.]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <em><font color=#0000ff><img style="WIDTH: 385px; HEIGHT: 306px" height=548 alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/45088/femme_03.jpg" width=700><br><br>Il tuo odore è rimasto nelle stanze a lungo, per molti giorni, mi pare.<br>Odore di sole, di pelle umida, di schiuma da barba, di menta.<br>Dentro le lenzuola ho ritrovato dei tuoi capelli. <br>Uno era rimasto intrecciato ad uno dei miei, molto più lungo e scuro.<br>Erano in fondo al letto, nascosti, spinti lontano dalla forza dei nostri piedi.<br>Le lenzuola portavano ancora l'impronta dei nostri corpi, la traccia del nostro passaggio, del tuo.<br>E il silenzio, certo. Molto silenzio ormai. <br>L'eco delle tue parole si era già spenta, consumata.<br>Non abbiamo più parole, hai detto.<br>E così siamo rimasti zitti. In attesa.<br><br>(D. Gambetta)</font></em>
				]]>
        </summary>

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        <published>2009-06-08T21:30:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[libertà]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <em><font color=#008080><strong>&nbsp;<img style="WIDTH: 309px; HEIGHT: 251px" height=483 alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/45088/femme_14.jpg" width=700><br>Quello che ho addosso non ti&nbsp;è mai piaciuto,<br>racconto e dico e ti sembro muto, <br>fumare e scrivere ti sembra strano...e cancellarmi è tutto quello che fai,<br>ma io sono fiero d el mio sognare, di questo eterno mio incespicare,<br>e rido in faccia a quello che cerco e mai avrai...<br>Ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare,<br>ma non raccontare a me cos'è la libertà</strong>....<br><br><strong>(F. Guccini)</strong></font></em>
				]]>
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        <published>2009-06-07T10:28:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[a volte ritornano...per poco...e a rate..]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		   Sono viva, lo giuro.<br>Solo che...<br><br>
<ul>
<li>Il lavoro nuovo è cominciato. Sono quasi alla fine del primo mese. Alcune colleghe sono simpatiche come i primi giorni del mestruo, altre sono abbastanza caciarone, credo di dover dare loro ancora un po' di tempo. Io sono abituata all'ambiente maschile, certe frivolezze femminili non le capisco e mi mandano in bestia. Certe sere arrivo a casa, e mi dico che più conosco le donne, e più amo gli animali.</li>
<li>La mia giornata è completamente cambiata e stravolta.&nbsp;La mattina sveglia alle 06:45, alle otto e mezzo timbro il cartellino nello studio medico, passo 5 ore a correre da uno studio all'altro a ritirare/consegnare referti, prima ai medici, poi alle colleghe addette alla scrittura poi di nuovo ai medici e poi ai pazienti.&nbsp;Certi giorni arrivo alle 12 che sono completamente scoppiata. Alle 13:30 timbro di nuovo il cartellino e corro a casa, mangio, mi cambio e alle 15 vado in ufficio, mi ammazzo anche li fino alle 18 e poi corro in piscina.&nbsp;Insomma, prima delle 20 non sono mai a casa. Quando ci arrivo sistemo tutto e poi crollo mezza rincoglionita davanti alla tv o al pc. Alle 23 sono già secca nel letto, con la bava alla bocca. </li>
<li>In ufficio (ferrovia) una segretaria si è licenziata, e l'altra è in malattia da due settimane.&nbsp;&nbsp; Ciò vuol dire che in 3 ore sto facendo il lavoro di 4 persone (il mio, quello della malata, quello della licenziata e quello della collega in maternità).Voi pensate che questo sia fattibile, con i 3 amministratori delegati alle calcagna che in quelle 3 ore mi chiedono tutto quello che si sono appuntati la mattina durante la mia assenza?? </li>
<li>Le sedute da <u>LEI </u>vanno avanti a rilento, soprattutto perchè le incastro nella "pausa pranzo", quindi quando arrivo, ovviamente di corsa e trafelata, rischio sempre di addormentarmi sulla poltrona e faccio ciclicamente scena muta.&nbsp;Pensate che questo l'abbia capito? No!&nbsp;Lo vive come un mio rifiuto a guardarmi dentro e a tirare fuori le emozioni. No, porca paletta, <font size=4>ho solo un sonno fottuto</font>!</li>
<li>Chiedo scusa a tutte le persone che ho "ignorato" sul blog e su Facebook, purtroppo il tempo è quello che è, nello studio medico internet manco a parlarne e in ferrovia ho&nbsp;a malapena il tempo di spedire la posta elettronica di lavoro, per cui...<br></li></ul>
<p>Aggiunta delle h 15:14<br></p>
<ul>
<li>Il weekend solitamente dormo, quando non sono in moto, chiaramente. Ogni tanto sono tentata di mettermi un paio di scarpe col tacco ma non posso sempre perchè sono in moto e perchè dopo toccherebbe segarmi i piedi, dopo i 5 gg precedenti passati a camminarci sopra. Se riesco leggo i giornali che in settimana si sono accumulati sulla mia scrivania, altrimenti il mio cervello e il mio corpo non smettono di pensare e muoversi e fare, cosicchè non riposo un cazzo lo stesso. Sono patologica.</li></ul>
<p>Aggiunta delle h 17:51<br><br></p>
<ul>
<li>Ho scoperto il REIKI. Più che altro me l'ha fatto scoprire Lara, che 20 gg fa in toscana mi ha "trattata". Ho scoperto che ho delle "capacità" con i&nbsp;sogni, e questa cosa mi ha affascinata ed incuriosita, tanto che mi sono comprata un libro apposta. Sto cercando centri qui in città che organizzino dei corsi: uno l'ho trovato, appena ho tempo (che palle, sta storia del tempo) vado a chiedere delle informazioni. Ho scoperto che il mio amico Gabri ha fatto un corso anni fa, appena sarà in città ne parleremo un po'. Ho scoperto che quelle che noi a volte chiamiamo coincidenze non lo sono sempre, a volte sono qualcosa di più. Ho scoperto che i miei chakra sono abbastanza allineati.</li>
<li>Ho scoperto che <font size=4>amo i vecchietti</font>, proprio li adoro. Sono in grado di commuovermi, come i bambini.</li>
<li>Ho scoperto un sacco di cose in questo ultimo&nbsp;mese.</li></ul>
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        <published>2009-05-21T12:12:00Z</published>
        <updated>2009-05-21T12:12:00Z</updated>
        
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